video di pesca: Spinning in mare alle Canarie

video di pesca: Spinning in mare, pescare a Lanzarote (Canarie).

Una vacanza di pesca targata Gudoterror, un nuovo video di pesca che vi racconterà come abbiamo pescato il grande serra. In questa puntata speciale saremo a Lanzarote per una battuta a spinning da riva nell’ oceano, nello spettacolare contesto naturale delle Canarie. Pescheremo pesci serra, cernie, e tutto quello che questo mare generoso ci può offrire. Come sempre vi mostreremo dove mangiare, dove dormire e dove pescare. il tutto condito con la solita ironia e allegria.

Il nostro viaggio inizia a Monfalcone, estremo nord-est italico.  Quando si parte per andare a pesca si è sempre entusiasti, ma questa volta l’adrenalina è davvero alle stelle nonostante la levataccia alle 4 del mattino per arrivare in aeroporto a Milano in tempo. Siamo ad inizio Settembre e abbiamo contattato due guide di pesca della zona gentilmente presentateci dal buon Stefano Pisu : Dani e Femes che ci hanno accompagnato nella realizzazione di questo video di pesca e ci hanno aiutato a capire come pescare in queste acque meravigliose.

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Abbiamo con noi uno zainetto da imbarcare a mano, un borsone da stiva con qualche capo d’abbigliamento ed altri due denominati “bagagli sportivi”. Il primo per trasportare artificiali, mulinelli e buffetteria varia che non possono venir in alcun altro modo essere trasportati a bordo per ragioni di sicurezza, ma allo stesso tempo troppo preziosi per essere imbarcati in stiva senza alcun titolo. Il secondo per l’ immancabile “Bazooka” utile al trasporto delle canne da pesca. L’attrezzatura che ho portato con me è una canna da spinning leggera ed affidabile che mi permette di gestire long jerk, popper, wtd, jigs e gomme fino a 50 grammi. Mulinello 4000 con un drag di frizione di circa 14 lb nel quale ho caricato 200 mt di trecciato da 25 lb. Terminali in fluorocarbon dallo 0,50 allo 0,70 e per terminare il tutto un ottimo moschettone, piccolo ma potente.

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Marche è partito con suprema cattiveria ed ignoranza. Canna da spinning medio-pesante con mulinello di taglia 5000 ed in bobina un buon trecciato da 30 lb. In effetti qui può capitare un po’ di tutto, dalla ricciola alla lampuga generosa. Ad ogni modo scopriremo successivamente che le parole d’ordine  saranno “leggerezza ed agilità”.

La pesca dalle scogliere di Lanzarote è fatta di estremo movimento, il più delle volte poco agevole causa la nera roccia tagliente che abbiamo sotto ai nostri piedi e dall’ oceano incazzato che abbiamo davanti. Per non parlare dell’ infinità di lanci che dovremo effettuare per svariate ore di pesca.

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Iniziamo quindi a pescare e a girare il nostro video di pesca. Il primo giorno decidiamo di girovagare alla cieca o quantomeno di provare in alcune zone dove ci è parso di capire che poteva esserci del pesce. Partendo da Costa de Papagayo, dove abbiamo incontrato alcuni ragazzi dello “Spinning Club Lanzarote” fino al Porto di Puerto del Carmen, ci è stato da subito chiaro la difficoltà di queste acque. Un solo piccolo barracuda slamato dopo pochi secondi. Poco male, ci saremmo rifatti l’ indomani.

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Sveglia alle 6:00, siamo pronti e carichi per questa “ due giorni di spinning a La Graciosa”. La Graciosa di nome e di fatto. Quest’ isola è raggiungibile tramite imbarcazione partendo dal porto di Orzola. “E’ come Lanzarote trent’anni fa “ mi dice Dani, riferendosi al suo paesaggio selvaggio ed apparentemente inospitale ma allo stesso tempo benevolo ed affascinante e soprattutto pieno di pesci enormi!!! Pescare su questi scogli è complesso, l’ equilibrio è precario, le pietre non sono troppo scivolose ma la risacca ha una discreta forza e bisogna stare molto attenti perchè rischiamo di finire in acqua e farci veramente male. Per questo servono le guide! per non farsi male!

Sic incanna il primo pesce ma in un punto complesso da affrontare e si incaglia. Nessun problema, lavoro di squadra! Ci vuole sangue freddo e pratica e noi siamo qui per imparare e le nostre guide ci sanno fare!Una bellissima cerniotta bruna. Pesci che non siamo abituati a vedere dal vivo. Foto di rito e via.

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Nonostante ciò la giornata non è delle migliori. Slamiamo pesci in continuazione o abbiamo inseguimenti svogliati ed inconcludenti. Marche aggancia quello che sembrava essere un White Trevally ma lo perde subito (strano!). Anch’ io sono messo male, anche se non malissimo, posso vantare una piccola cernia bruna e una leccia stella da forse mezzo chilo.

È quasi ora di ritornare a casa quando, nella schiuma esattamente sotto ai miei piedi e ad un paio di metri sopra  il livello del mare rispetto all’ onda di risacca, sento la mangiata. Fulminea e decisa, mi inchioda la canna e capisco che si tratta del pesce per il quale sono qui. Si tratta di un grosso serra stimato 6/7 kg. Il combattimento è stato estenuante per entrambi, e mi ha visto protagonista di eleganti saltelli sugli scogli a destra e sinistra. Dovevo infatti mantenere il pesce e quindi la linea sempre difronte a me per non incorrere in sgradevoli rotture della lenza sugli scogli, finchè riusciamo a salparlo.

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 Finalmente un bel pesciotto, le condizioni sono sempre complesse, anche in questo caso dobbiamo sfruttare l’ onda per riuscire a portare il pesce sopra il primo scalino perchè, nonostante la nostra guida sappia il fatto suo, non è per niente in sicurezza, con un occhio deve inquadrare la preda velocemente e con l’ altro deve tenere sotto controllo le onde.
Anche se in modo un po’ rocambolesco, il pesce della giornata è stato salpato ed è di nuovo un bel serra  di taglia interessante. In ogni caso una cattura impegnativa, e come per le altre dobbiamo fare veloci. L’ ennesima foto di rito e poi via, per l’ ultimo rilascio della giornata. Abbiamo preso questo pesce infatti in zona cesarini, poco prima di inziare a prepararci per ritornare a Puerto del Carmen a riposarci un po’ e vedere se il buon Brando ha in ancora qualcosa in serbo per arricchire la nostra vacanza con nuove esperienze.

 Nel frattempo Femes e Dani hanno preso un bel barracuda e una cernia davvero notevole, che ha mangiato su un grosso wtd, a galla!  Alla fine però ce l’ ha fatta anche Marche: ha preso un’ occhiata… Abbiamo comunque avuto tutti un rientro da morale alto  perché eravamo consci che ci aspettava ancora un altro giorno di pesca violenta, che ci ha donato infine ancora qualche cattura.

Potrei scrivere per ore sulla nostra esperienza a Lanzarote e di come ci ha stregati, ma non riusciremmo a rendere realmente l’ idea. Lanzarote però non vuol dire solo pesca, eccoli qua i nostri eroi, in meritato ozio a godersi la vacanza. Brando, turista più classico e interessato al lato culturale della vacanza decide che la prossima tappa sarà:
dromedari! Che animali anomali, che olezzo intrigante. Sono buffi, masticano sempre, sembrano costantemente in uno stato di catalessi mistica, ma soprattutto sono animali con una corporatura stile panzer perchè portare contemporaneamente Sic e Brando non deve essere una cosa piacevole, soprattutto sotto un sole cocente e a picco sulla nera sabbia.

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Oltre ai dromedari qui al Parco Nazionale del Timan Faia c’è il ristorante più pericoloso e caratteristico al mondo. Altro che Hell’ s kitchen, qui siamo veramente nella fucina del diavolo! Qui i cibi vengono cucinati direttamente sul cratere del vulcano. La temperatura interna al cratere è attorno ai 500° e in superficie arriva a 60° permettendo alla carne di cucinarsi a bassa temperatura e quindi di rimanere morbida e non seccare. Seppur dormiente, tra le dimostrazioni pratiche della forza del vulcano, vengono preparati dei piccoli spettacoli sia con sterpaglia che inesorabilmente si incendia divampando, sia utilizzando l’ acqua creando dei piccoli gayser pret a portè.

La vacanza è ormai agli sgoccioli ma per Brando, Sic e Marche, i ricordi sono ancora vivi e il pensiero va su tutto quello che avrebbero potuto catturare ma anche su quello che hanno fatto, all’ adrenalina, alle emozioni, ai panorami di questo luogo fantastico, un mix tra natura avida e impavida nei suoi anfratti più reconditi e un sano divertimento quando cala il sole lungo le strade della movida.

La vacanza è finita, c’è chi ha preso di più e chi ha preso di meno, ma una nuova avventura  di pesca targata Gudoterror è stata portata a termine. Ora non ci resta che tornare a casa e posso solo immaginare quale dolore abbiano provato Sic e Marche nell’ abbandonare quei luoghi esotici. Prima di salutarvi, ricordatevi che potete vedere il video-documentario di questa avventura sul nostro canale Youtube  o tramite il link incorporato all’ inizio di questo articolo, sulle nostre pagine social ma soprattutto, ricordatevi di iscrivervi al nostro canale youtube: http://www.youtube.com/c/PescareinFriuliconlaGudoterror

Vi lasciamo con un’ ultima gallery con la quale vogliamo mostrarvi le bellezze di questa isola.

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AVVERTENZE:
Testo e foto: Daniel Sicilia – editor: Alex Puntin
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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Camillo ha detto:

    Ragazzi intanto complimenti!
    Poi volevo chiedervi sé mulinelli, fili artificiali e jig NON posso partire assolutamente nella valigia in stiva?? Perciò per andare a Lanzarote con rayaner devo fare una valigetta con tutte ste attrezzature e una altro collo per le canne? Con bazooka quest ultimo, magari fatto artiginalmete con un tubo idraulico.
    Grazie sempre ovvimante mi sono iscritto al canale YouTube fate tanti video!

    1. Alex Puntin ha detto:

      Ciao, credo che per i mulinelli non ci siano problemi ma artificiali e jig sicuramente devono andare in stiva 😉

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